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“Oda prend trop de place”

★★★★★
Adoro la storia di Oda, allontanata dai compaesani nonostante la sua gentilezza perché “occupa troppo spazio”, e che una volta riabilitata li guarda e “sai che c’è? io me ne sto qui a casa mia”. Standing ovation.

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“A sbagliare le storie”

★★★★★
Rodari è sempre una garanzia, e questa divertentissima storia è semplicemente perfetta. L’unico inconveniente è che le risate e le urla “ROSSO! E’ ROSSO!!” non ne fanno propriamente una favola adatta a conciliare il sonno.

tempo libero

Il kit di sopravvivenza fuori casa

In questi quattro anni e spiccioli di onorato servizio in qualità di mamma ho sviluppato  un certo numero di trucchetti per evitare di farsi trovare impreparata di fronte alle più banali e scontate avversità della vita. Mai uscire senza un pannolino di ricambio, soprattutto se il bimbo ha due mesi. Mai dimenticare biberon e ciuccio consola-lacrime.

Soprattutto, mai sottovalutare il problema più spinoso: come tenere occupati i bimbi fuori casa? Che sia in un ristorante, in aereo, in macchina o a casa di amici senza bimbi – il problema è sempre lo stesso: evitare che il pargolo in questione, per non annoiarsi, distrugga la collezione di pipe del nonno o cerchi di vivisezionare i pesci rossi del cugino.

Il mio personalissimo “kit di sopravvivenza fuori casa” si è sviluppato negli anni adattandosi ai bimbi che crescono, e soprattutto alle mie abitudini (al terzo gioco da viaggio dimenticato al ristorante, ad esempio, ho iniziato a fabbricarli da me – almeno mi costa meno…).

Attualmente contiene:

  • raccolta di favole (quelle più richieste, ma anche un paio di classici); in commercio esistono libri leggeri e poco ingombranti (penso alla splendida collana di Bababum di Babalibri o a quella de L’école des loisirs), mentre per le favole inventate o raccontate a memoria ho ovviato al problema scrivendo le storie su un quadernino (mai dare per scontato che la nonna si ricordi i Tre Porcellini…); e ovviamente non possono mancare “Favole al telefono” e “Una storia in ogni cosa
  • pastelli e album da colorare (su internet si trovano migliaia di immagini da scaricare, io stampo un album nuovo ogni volta, secondo la moda del momento e i cartoni animati più in voga)
  • giochi in scatola: abbiamo passato la fase memory da un po’, e nell’attesa di semplificare tutto con un bel mazzo di carte da gioco abbiamo la tombola (semplificata e fatta in casa – anche qui basta cercare delle immagini su internet e si possono creare tombole tematiche in un minuto), “Indovina chi?” (qui una bellissima versione stampabile), i dadi inventastorie di Tiger e il “Gioco del supermercato” (frutta e verdura disegnata e ritagliata e soldi finti per “giocare alla spesa”)
  • un teatrino delle minimarionette, con la scatola che funge anche da teatro e le marionette da dito di Hema (un euro l’una, e passa la paura)

Certo, bisogna che i genitori (o gli amici dei genitori, o i nonni) si prestino ad un minimo di collaborazione. Il segreto è trovare giochi abbastanza interessanti da tenere impegnati i bambini per un po’, ma non troppo lunghi per non annoiare i genitori. Insomma, con un po’ di fortuna e di buona volontà le pipe e i pesci rossi sono salvi…